Home » Opinioni » E se, dopo la caduta di Orban, si mettesse in discussione il diritto di veto?
Una delle facciate di Palazzo Berlaymont (Palazzo della Commissione europea) a Bruxelles. Source: EC - Audiovisual Service Cooperators Producer: CE - Service audiovisuel. Photographer : Nicolas Landemard
Il 9 maggio scorso, festa dell’Europa, è stato il giorno scelto simbolicamente da Peter Magyar per l’insediamento del suo governo, in un tripudio di bandiere dell’Unione europea mischiate a quelle ungheresi.
È finito così il lungo regno di Viktor Orban sull’Ungheria, ma anche il suo potere di interdizione all’interno delle istituzioni europee che gli ha permesso di condizionare, per sé o per conto terzi, la politica europea, bloccando o ritardando all’infinito decisioni cruciali e subordinando al suo potere di veto ogni minima possibilità di assumere posizioni condivise.
L’Unione europea ha vissuto, insomma, un suo “Liberation Day” di cui deve far tesoro, prima che altri ambiscano a ricalcare le gesta del leader sconfitto.






