Si chiama Laurent Simons, è nato nel 2009 in Belgio e ha letteralmente bruciato ogni tappa scolastica ed accademica: a novembre scorso ha conseguito un dottorato in fisica quantistica all’Università di Anversa, e ora, non pago, sta studiando per un altro, questa volta in scienze mediche con focus sulle intelligenze artificiali e la biomedicina. Il nuovo obiettivo dell’enfant prodige è quello di mettere insieme tutte le sue competenze e fondare un’azienda biotecnologica per prolungare la durata della vita umana integrando biologia e tecnologia, con l’idea di potenziare le capacità umane attraverso interventi meccanici e biologici. Lo abbiamo incontrato, per farci raccontare di più, a Palazzo Giustiniani, a Roma, dove è stato ospite d’eccezione della cerimonia di conferimento del Premio Longevitas, promosso dall’omonima Fondazione per valorizzare l’impegno dei giovani ricercatori italiani sui temi dell’invecchiamento attivo e della prevenzione. L’onorificenza di quest’anno è andata a Cristina Vesprini, Maurizio Nicolaio e Matilde Maniscalco, autori di progetti di ricerca sui temi del benessere dei pazienti con demenza, della misurazione delle fragilità degli anziani e dell’inclusione dei lavoratori over 50.
Laurent Simons, il “piccolo Einstein” che vuole sconfiggere l'invecchiamento - Galileo
Laurent Simons, 17 anni, ha già un dottorato in fisica e ne sta per conseguire un altro in scienze biomediche. Vuole occuparsi di longevità






