Ryan Cohen puntava a costruire un colosso da 100 miliardi di dollari, che avrebbe sfruttato la vasta rete di negozi come sostegno logistico per la famosa piattaforma di ecommerce. Perché dal Cda è arrivato un secco «no grazie»
Il consiglio di amministrazione di eBay ha respinto la proposta di acquisto avanzata da GameStop, bollata in una sola riga come «né credibile né allettante». A riferirlo in un comunicato è la stessa piattaforma californiana, che parla di un’analisi approfondita condotta insieme ai consulenti indipendenti. Sul piatto c’erano 125 dollari ad azione, per un totale che sfiora i 56 miliardi, ma il board ha individuato due nodi insuperabili: l’«incertezza» attorno alla solidità del piano finanziario costruito per sostenere l’operazione e i «rischi operativi» legati alla fusione delle due aziende. Nella lettera inviata all’amministratore delegato di GameStop, Ryan Cohen, eBay ha aggiunto un passaggio che suona come «no grazie» dal tono definitivo: la società si dice «pienamente fiduciosa» nella capacità del management attuale di garantire crescita sostenibile senza bisogno di nozze societarie.
Cosa prevedeva l’offerta di GameStop e come ha reagito Wall Street
La proposta era stata formalizzata il 4 maggio scorso, con una struttura bilanciata al 50% tra azioni e contanti per un valore complessivo di circa 55,5 miliardi di dollari. Già al debutto, però, gli analisti avevano sollevato più di un dubbio sulla fattibilità del deal: la capitalizzazione di GameStop è poco più di un quinto di quella di eBay, uno squilibrio che avrebbe costretto la catena di videogiochi a un aumento di capitale di proporzioni notevoli, con il rischio concreto di diluire pesantemente il valore dei propri titoli. Il mercato, intanto, ha letto il rifiuto come un campanello d’allarme su entrambi i fronti: nelle contrattazioni pre-market a New York, eBay ha lasciato sul terreno l’1,93%, mentre GameStop è arrivata a perdere il 4,79%.











