Si apre la sfida alla leadership di Starmer alla guida del Labour e del governo britannico. Nella sua lettera, Wes Streeting gli chiede di «riconsiderare» il rifiuto di dimettersi e di favorire un cambio ai vertici del partito

Nuovo terremoto politico nel Regno Unito dopo la disfatta elettorale alle amministrative del 7 maggio. Il ministro della Salute, Wes Streeting, 43 anni, esponente all’ala moderata e riformista del Labour, ha annunciato le dimissioni, già attese, formalizzando per primo la candidatura a spodestare il premier Keir Starmer come capo del partito di maggioranza e del governo. In una lunga, e durissima, lettera indirizzata al premier, Streeting afferma di aver perso fiducia nella sua leadership e sostiene che restare al suo posto sarebbe per lui «disonorevole».

Cosa c’è scritto nella lettera?

Pur riconoscendo alcuni risultati dell’esecutivo, in particolare quelli ottenuti nel campo delle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale (Nhs), invita Starmer «a riconsiderare il rifiuto di dimettersi o almeno a indicare una scadenza per il suo passo indietro», così da facilitare un ricambio ai vertici. «È ormai chiaro – scrive – che non sarai tu a guidare il Partito Laburista alle prossime elezioni politiche e che i parlamentari del Labour e i sindacati affiliati vogliono un dibattito su ciò che verrà dopo: una battaglia di idee, non fra personalità o meschini scontri di corrente. Dovrà essere un dibattito ampio – conclude il ministro dimissionario – con la migliore varietà possibile di canditati. Io spero che tu vorrai facilitarlo». Il suo addio segue quello di altri ministri: Zubir Ahmed, Jess Phillips, Alex Davies-Jones e Miatta Fahnbulleh.