Sono 22 i cittadini italiani, più altri due con doppia cittadinanza, quelli finiti nelle mani delle forze israeliane durante il blitz notturno contro la Global Sumud Flotilla, ora diretti al porto di Ashdod dove l’arrivo è previsto entro un paio di giorni. Come spiega Repubblica, nel gruppo c’è chi ha già provato più volte a forzare il blocco navale sulla Striscia, chi è alla sua prima esperienza in mare e anche un giornalista, Andrea Sceresini, che collabora con il Manifesto. La sua voce si sente nell’ultima clip diffusa prima del fermo: «Ci stanno intercettando. Ce li abbiamo addosso. Si stanno avvicinando con un gommone. Ci stanno per prendere». Per loro il governo italiano ha chiesto l’immediata liberazione, definendo l’arresto delle forze israeliane «illegale».

Tra i nomi più riconoscibili spicca quello di Tony La Piccirella, attivista pugliese arrivato alla terza spedizione e oggi nel comitato direttivo dell’iniziativa, che si trovava su una delle navi madre, la Safsal o la Snap, finite tra le prime nel mirino dell’operazione israeliana. Accanto a lui figurano altri volti del coordinamento Thousands Madleens, come la triestina di origini calabresi Beatrice Lio, e poi Nestor Fabian Di Pretoro, Simone Zambrin e Adriano Veneziani, già fermati lo scorso settembre durante la missione inaugurale della Global Sumud.