Si è tenuta oggi, giovedì 14 maggio, l'udienza di discussione del procedimento cautelare di "inibizione" di tutti gli account social delle piattaforme gestite da Meta (Facebook e Instagram) e TikTok promosso dal Movimento Italiano Genitori (Moige) e lo studio legale Ambrosio&Commodo di Torino. Rappresentando una decina di famiglie, tra cui quella di una bambina di 12 anni che nel febbraio del 2024 si è tolta la vita nella provincia di Asti (in Piemonte), un pool di avvocati coordinati da Stefano Commodo ha chiesto al Tribunale di Milano di sospendere "con urgenza" i profili, affinché le piattaforme si adoperino nell'effettivo controllo dell'età degli utenti. È stimato, infatti, che oltre 7 milioni di minorenni posseggono un account social e che tra questi ce ne siano circa 3,5 milioni che hanno meno di 14 anni, cosa vietata dalla normativa vigente in Italia e in Europa.

"I legali dei due colossi social hanno chiesto un termine di tre mesi per rispondere ai nostri documenti", ha dichiarato a Fanpage.it l'avvocato Stefano Bertone, uno dei rappresentanti della class action, "vogliono procrastinare il più possibile perché ogni giorno che passa guadagnano denaro, ma noi ci siamo opposti chiedendo un termine molto più breve perché dal nostro punto di vista più si va avanti più i minori sono a rischio di dipendenza patologica".