“Abbiamo paura di ciò che non conosciamo”: il cast di 'Carmen è partita' racconta il film

Dopo la fine del cessate il fuoco di tre giorni, Mosca ha lanciato 1.600 droni e missili contro l'Ucraina in uno degli attacchi più massicci dall’inizio della guerra. A Kiev - sotto le bombe per 30 ore - morta anche una bambina di 12 anni. Danneggiati edifici residenziali, scuole, infrastrutture energetiche e portuali

Le parole sulla guerra “vicina alla fine” sono durate meno del fumo dei palazzi colpiti. Appena esaurito il cessate il fuoco di tre giorni, e con esso le speranze alimentate dalle frasi di Vladimir Putin interpretate da qualcuno come un segnale di apertura, la Russia ha scatenato contro l’Ucraina uno degli attacchi aerei più massicci dall’inizio dell’invasione su larga scala.

Per circa 30 ore, tra mercoledì 13 e giovedì 14 maggio, droni e missili russi hanno colpito città, infrastrutture energetiche, porti, ferrovie, edifici residenziali e altri obiettivi civili in diverse regioni del Paese. Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dall’inizio della nuova ondata di raid Mosca ha impiegato più di 1.560 droni contro città e comunità ucraine. Nella sola notte, le forze russe hanno lanciato oltre 670 droni d’attacco e 56 missili, tra balistici, da crociera e aerobalistici.