"High School Game", la finale a bordo di una crociera: gli studenti delle scuole secondarie d'Italia tra formazione e intrattenimento

«Il futuro è nelle mani dei ragazzi: le loro scelte possono cambiare il mondo in maniera positiva», spiega la testimonial Valentina Pitzalis

giovedì 14 maggio 2026 di Federica Sbrenna

Metti una nave da crociera ormeggiata al Molo 21 di Civitavecchia, oltre 400 studenti delle scuole secondarie di tutta Italia e strumenti come smartphone e tablet utilizzati in maniera consapevole: tutto questo è “High School Game”, il concorso didattico nazionale che tra i suoi obiettivi contempla l’apprendimento dei ragazzi attraverso strumenti innovativi.

Patrocinato dal Ministero della Cultura e dalla Fondazione UniVerde e dal MIT, si tratta di un format educativo che unisce formazione e intrattenimento attraverso un quiz interattivo, con il coinvolgimento, ogni anno, di migliaia di studenti delle scuole superiori in un percorso strutturato su temi di grande attualità. Gli obiettivi principali riguardano favorire l’orientamento post-diploma, promuovere la cittadinanza attiva e stimolare l’apprendimento tramite linguaggi vicini alle nuove generazioni. Il progetto si sviluppa in una serie di appuntamenti, iniziati lo scorso febbraio, con quiz accessibili da smartphone e tablet, per arrivare alla selezione finale del 18 maggio in cui verranno proclamati i vincitori. Già dalla mezzanotte di domenica 17 maggio, il programma prevede il Welcome on Board, dedicato a docenti e ospiti, e il Party High School Game per gli allievi. «Utilizziamo il gioco per attivare tre leve fondamentali: coinvolgimento emotivo, perché il cervello è parte attiva; competizione sana, che aumenta attenzione e memoria; partecipazione diretta, perché si impara facendo e non ascoltando. Con High School Game i contenuti complessi diventano sfide concrete: il risultato è che i ragazzi non si limitano a studiare un concetto, ma lo utilizzano e quindi lo comprendono davvero», spiega il Presidente Emanuele Gambino. «Oltre ad aumentare la consapevolezza su temi fondamentali affinchè diventino strumenti utili nella vita quotidiana, ci interessa stimolare il pensiero critico, perché il gioco ben progettato obbliga a scegliere, ragionare, sbagliare e migliorarsi. Infine, puntiamo a rendere l’apprendimento desiderabile: quando smette di essere percepito come un obbligo diventa esperienza coinvolgente, sono i ragazzi stessi a cercarlo. In questo modo il gioco non semplifica l’educazione ma la rende finalmente efficace», conclude.