Margherita Asta aveva solo dieci anni quando, nella strage di Pizzolungo del 1985, perse sua madre e i suoi fratelli. È a tutti gli effetti una sopravvissuta, ma lei preferisce definirsi «testimone, narratrice e bandiera» della propria tragedia: anziché spezzarsi, ha preso il suo dolore e l’ha trasformato in un impegno civile tanto che la sua storia arriverà in tv.
Il 21 maggio Rai 1 trasmetterà Un futuro Aprile: il film tv ispirato al libro Sola con te in un Futuro Aprile di Asta, che ricostruisce la strage di Pizzolungo dal punto di vista dei due sopravvissuti. L’attentato era stato orchestrato per uccidere il giudice Carlo Palermo, che stava ficcanasando in un giro di droga che coinvolgeva sia la mafia sia i poteri forti dello Stato. La bomba però mancò l’obiettivo: per una serie di coincidenze, un’auto si frappose tra l’ordigno e la macchina del giudice, facendo da scudo. In quella vettura c’era la mamma di Margherita che stava accompagnando i due figli a scuola. Lei non era con loro solo perché aveva deciso di uscire prima, accettando il passaggio di un’amichetta. Da quel momento il suo destino si lega con quello del giudice Palermo, e lotta insieme al padre Nunzio perché venga fatta giustizia.







