"Oggi è come vivere in un film, come realizzare un sogno, ovvero che la storia di Barbara, Giuseppe e Salvatore venga conosciuta.

È un pezzettino della storia del nostro Paese e dobbiamo salvaguardarla perché la memoria non si deve fermare alle commemorazioni di facciata": Margherita Asta parla così di 'Un futuro aprile', il film tv Rai che racconta la storia della strage di Pizzolungo, ossia l'attentato mafioso (contro il giudice Carlo Palermo) che portò alla morte di sua madre, Barbara Rizzo, e i suoi due fratelli.

L'opera, presentata stamattina nella sede Rai di via Alessandro Severo, andrà in onda giovedì 21 maggio in prima serata su Rai 1 e RaiPlay. "Questo è uno strumento efficacissimo per costruire un pezzettino di memoria viva, per avere un presente e un futuro diverso per tutti", ha detto Asta, che insieme a Michela Gargiulo firma il libro a cui è ispirata la pellicola, 'Sola con te in un futuro aprile' (Fandango libri, pp. 288). Il film comincia con l'attentato nel Trapanese, per poi ripercorrere gli anni in cui Margherita ha visto il padre Nunzio (Peppino Mazzotta) lottare per ottenere giustizia. "Il lavoro di scrittura è stato lungo, elaborato - ha spiegato Graziano Diana, il regista - il coinvolgimento di Margherita è stato continuo. Parte dell'arredo è quello di casa sua, e abbiamo girato nella casa vera del giudice Palermo, quella da cui era partito la mattina della strage. Ho conosciuto pure lui, con cui ho parlato". Palermo "ha fatto una ricerca molto complessa sui possibili veri mandanti - ha dichiarato Diana -. Per questo con Fabrizio Coniglio stiamo facendo un podcast in cui ci sono tutte le sue riflessioni". Il prodotto uscirà in autunno per RaiPlay Sound e "si intitolerà 'Sangue nostro' - ha detto Coniglio -. Ossia la frase che Margherita dice quando vede la macchia schizzata dopo l'incidente su un muro. È come un documentario in sei puntate che parte dalle due anime diverse di Margherita e Carlo". A interpretare il giudice è Francesco Montanari: "Il mio Carlo Palermo, dato che questo non è un biopic ma un personaggio ispirato, è un uomo pronto a tutto tranne a quello che gli accade. Ha scelto la legalità, di cui si prende la responsabilità, ma non è pronto quando tre persone al posto suo vedono la loro fine. Abbiamo lavorato su questa ossessione che prende piede dentro di lui dopo l'incidente. Di solito certi personaggi che fanno lavori tanto duri vengono rappresentati come uomini e donne che non devono chiedere mai, ma lui secondo me è interessante perché è un uomo comune che, a un certo punto, si perde nella propria vulnerabilità". "La mia battaglia è stata quella di accogliere la grande forza di Margherita - ha aggiunto Ludovica Ciaschetti, che interpreta Asta da giovane adulta -. È riuscita a rispettare il percorso che il dolore ha fatto nelle vite degli altri. E il suo è stato un viaggio gigante". Peppino Mazzotta, che sullo schermo è Nunzio Asta, ha trovato il progetto "molto toccante, perché girato nei posti reali. La cosa che mi ha guidato sono i pochi minuti di video di Nunzio che ci sono. Nelle interviste pubbliche non aveva problemi a piangere e questo mi ha fatto provare affetto per lui, ho capito che il dolore era talmente grande che non riusciva a contenerlo e c'è una grande dignità nella sua sofferenza". Nel cast anche Anna Ferruzzo, Denise Sardisco, e Federica De Cola.