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Ultimo aggiornamento: 15:11

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“In un mondo di alleanze mutevoli, ogni dipendenza strategica deve ora essere riesaminata. Per la prima volta nella memoria vivente, siamo davvero soli insieme“. Ricevendo ad Aquisgrana il premio Carlo Magno – assegnato dalla città tedesca per i meriti nell’integrazione europea – Mario Draghi pronuncia un discorso accorato sulle sorti dell’Europa, sottolineando come il vecchio continente non possa più contare sulle certezze del passato: “Il mondo che un tempo aiutava l’Europa a generare prosperità non esiste più. È diventato più duro, più frammentato e più mercantilista. Decisioni con conseguenze profonde per le economie europee vengono prese sempre più unilateralmente“, avverte l’ex presidente della Banca centrale europea. Una rivoluzione causata soprattutto dall’avvento dell’amministrazione Trump negli Usa: “Dall’altra parte dell’Atlantico, non possiamo più dare per scontato che i custodi dell’ordine del dopoguerra restino impegnati a preservarlo. Per la prima volta dal 1949, gli europei devono affrontare la possibilità che gli Stati Uniti non garantiscano più la nostra sicurezza alle condizioni che davamo per scontate”, dice Draghi.