Si è tenuta oggi a Villa Contarini di Piazzola sul Brenta (Padova), la giornata conclusiva del progetto "InnoDABio", soluzioni Innovative per ottimizzare la Digestione Anaerobica delle Bioplastiche contenute nella frazione organica dei rifiuti urbani, promossa dall'Università di Padova insieme a Fondazione Cariverona, Etra e Bts Biogas.
Al centro progetto c'era la gestione del sopravaglio nei processi di trattamento della frazione organica dei rifiuti urbani (Forsu), ossia i tempi diversi di degradazione in particolare delle bioplastiche compostabili, a cui si aggiunge la presenza di materiali non idonei nei flussi di raccolta, come ad esempio i sacchetti in plastica tradizionale.
Tutto questo comporta costi rilevanti legati al conferimento forzato in discarica.
InnoDABio ha sviluppato un approccio integrato che combina soluzioni ingegneristiche e biotecnologiche per migliorare proprio la gestione del sopravaglio e aumentare l'efficienza della digestione anaerobica.
Il progetto ha introdotto nuove tecniche di caratterizzazione e separazione dei materiali e soluzioni enzimatiche per accelerare la degradazione delle bioplastiche. La tecnologia è stata validata anche su scala pilota grazie a un reattore in continuo da 20 litri, testato per diversi mesi, che ha confermato la possibilità di convertire efficacemente bioplastiche e Forsu in biometano. L'innovazione sviluppata consente di incrementare la resa in biometano fino ad almeno il 20%, di produrre ulteriore digestato e compost di qualità da utilizzare come fertilizzanti, e di ridurre in modo significativo i costi di gestione degli impianti, contribuendo a un modello di economia circolare più efficiente e sostenibile.






