Nonostante le incertezze geopolitiche e commerciali che hanno caratterizzato il 2025 e, ancor di più, questi primi mesi del 2026, Valvitalia ha chiuso il bilancio dello scorso anno con un significativo aumento della redditività. Il gruppo fondato nel 2002 a Rivanazzano Terme (Pavia) - specializzato nella progettazione, produzione e distribuzione di valvole, attuatori, raccordi e sistemi gas per l’industria energetica, e di soluzioni antincendio per i settori navale, ferroviario e infrastrutturale - ha infatti ritrovato un utile positivo, pari a 1,7 milioni di euro, in forte crescita rispetto alla perdita registrata nel 2024, mentre l’Ebitda è salito di oltre il 40%, raggiungendo i 17,3 milioni di euro.

Ricavi in lieve calo ma volano gli ordini

I ricavi hanno registrato una leggera contrazione rispetto all’anno precedente (-1,2%), scendendo a 241,7 milioni di euro, a causa principalmente del «rinvio di alcune commesse e per gli effetti introdotti dai dazi in specifici mercati», precisa una nota della società. Tuttavia, già quest’anno dovrebbero essere recuperati i volumi non completati nel 2025.

Inoltre, le prospettive sono incoraggianti, dato che lo scorso anno si è chiuso con un deciso aumento degli ordini acquisiti, che si sono attestati a 241,7 milioni di euro, in crescita del 10% rispetto al 2024, mentre il portafoglio ordini è pari a 224,8 milioni di euro (+9,9%).