Sia l'eccesso che la carenza di sonno risultano associati a un invecchiamento più rapido, soprattutto per quanto riguarda cervello, cuore, polmoni e sistema immunitario.

Lo indica uno studio degli orologi biologici dei diversi organi del corpo umano, pubblicato su Nature dalla Columbia University.

Gli orologi biologici per il monitoraggio dell'invecchiamento sono sempre più diffusi in ambito scientifico perché riescono a indicare quanto una persona invecchia più velocemente o più lentamente rispetto alla sua età anagrafica: lo fanno utilizzando l'apprendimento automatico e basandosi su dati biologici, come le proteine rilevate tramite un semplice esame del sangue.

Per questo studio, i ricercatori hanno sviluppato nuovi orologi biologici utilizzando i dati relativi a mezzo milione di persone (conservati nella UK Biobank) e modelli di apprendimento automatico, in modo da identificare le caratteristiche biologiche dell'invecchiamento dei singoli organi. Il metodo integra diverse fonti di informazioni, dalle immagini mediche alle proteine specifiche degli organi, fino alle molecole presenti nel sangue. Per esempio, nel caso del fegato, sono stati messi a punto diversi orologi: uno basato sui dati proteici, uno sui dati metabolici e uno sulle immagini mediche.