Pubblichiamo stralci dell’intervento del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano al convegno “Diritto internazionale: tramonto o eclissi?”, organizzato ieri dal Centro studi Rosario Livatino nella Sala Koch del Senato.
I due termini chiave del titolo scelto per il convegno – tramonto o eclissi - potrebbero indurre a ritenere che vi è stato un tempo durante il quale il diritto internazionale è stato un astro che ha brillato nel cielo: per cui lo sforzo da compiere sarebbe capire se l’attuale crisi (...) sia temporanea o definitiva. In realtà, il diritto internazionale, per lo meno negli ultimi secoli, non ha mai mostrato di essere in buona salute. Che cosa voglio dire? Che se ritengo che un mio diritto sia stato violato posso ricorrere al giudice, sapendo che il sistema nel suo insieme farà rispettare la sentenza emessa, se necessario anche coattivamente. Nell’ordinamento internazionale manca strutturalmente un analogo meccanismo di enforcement. Per cui il rispetto delle norme è rimesso alla volontà dei singoli Stati; una volta fallito il tentativo di comporre i conflitti con la diplomazia, la soluzione per far valere le proprie ragioni, o le proprie pretese, diventa il conflitto, anche armato. Questa strutturale difficoltà è sempre stata avvertita sul piano teorico. In tanti, nei decenni scorsi hanno condiviso l’errore che con le organizzazioni sovranazionali cui gli Stati avevano trasferito porzioni di sovranità, l’ordinamento nato nel secondo Dopoguerra avesse finalmente superato la storica debolezza del diritto internazionale. Questa illusione ha impedito – e in parte ancora impedisce – di leggere la realtà per quel che è davvero.






