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3 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 14:06

Una delle precipue e per loro in certo senso utili caratteristiche dell’attuale classe dirigente italiana è senza dubbio l’essere svergognati, nel senso di assenza evidente del pur minimo senso del pudore. Un’altra è il semianalfabetismo, un’altra ancora la smodata avidità personale, una quarta, quella probabilmente decisiva, è la servile disponibilità a soddisfare le richieste dei poteri di qualsivoglia natura. Il nostro ministro degli Esteri, Antonio Tajani, primeggia senz’altro in quest’ultima.

Le recenti esternazioni di Tajani sulla funzione del diritto marcano invece un vero e proprio exploit nel primo dei quattro settori indicati. Commentando l’ennesimo crimine internazionale nonché atto di pirateria israeliano, consistente nell’arrembaggio alla Sumud Flotilla e nel sequestro dei suoi circa 400 membri dell’equipaggio, impegnati nella sacrosanta missione del soccorso umanitario alla popolazione gazawi e nella violazione dell’illecito e criminale blocco marittimo funzionale al genocidio di detta popolazione, Tajani ha infatti testualmente detto, intervenendo nel salottino filogovernativo di Porta a Porta: “Il diritto è stato violato … Ma il diritto è importante fino a un certo punto“. Poche parole, ma davvero rivoluzionarie ed epocali.