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All’inizio del 2026 l’industria chimica europea era molto in difficoltà. Nel giro di quattro anni moltissimi impianti avevano chiuso, il volume della produzione si era ridotto del 9 per cento e 20mila posti di lavoro erano considerati a rischio.
Poi è arrivata la chiusura dello Stretto di Hormuz, per via della guerra in Medio Oriente.
Negli ultimi tre mesi il prezzo dell’energia in Europa è molto aumentato, e questo avrà un impatto enorme in un settore dove se ne consuma moltissima. Molte aziende non potranno fare altro che scaricare gli aumenti dei prezzi sui consumatori, o spostarsi altrove. È un guaio che ci riguarda tutti: dall’industria chimica deriva circa il 95 per cento degli oggetti che utilizziamo e consumiamo nella vita di tutti i giorni.
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