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14 Maggio 2026

Ultimo aggiornamento: 11:37

Mentre l’Europa si spacca sui dazi per i prodotti provenienti dai territori occupati, la campagna per fermare il commercio dell’Italia con gli insediamenti israeliani in Cisgiordania allarga il suo perimetro e approda in Parlamento. Sulla scia di quanto già accaduto in altri Paesi europei, come Irlanda e Spagna, è stata depositata una proposta di legge per istituire il divieto di importazione di beni e servizi dalle colonie, illegali secondo il diritto internazionale. Una misura che ha lo scopo ultime di fermare e impedire “la sistematica violazione di diritti e la distruzione dell’economia palestinese, tra espropri, sfollamenti e violenza”. Firmatari del testo i leader dei 4 principali partiti di opposizione: Giuseppe Conte, Elly Schlein, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli.

L’iniziativa nasce dall’impegno di una coalizione di 20 organizzazioni umanitarie e della società civile, che a settembre del 2025 avevano lanciato l’appello Stop al commercio con gli insediamenti illegali, per chiedere all’Unione europea e al Regno Unito di mettere al bando l’economia delle colonie. “Si tratta di una prima importante tappa lungo un percorso che speriamo possa portare all’adozione di misure di reale divieto degli scambi commerciali” spiega in una nota Paolo Pezzati, coordinatore della campagna e portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia. “Sono scambi illegali secondo il diritto internazionale e costano miliardi di dollari all’economia palestinese ogni anno, con perdita progressiva di terreni agricoli e pascoli, fonti d’acqua, infrastrutture. Paesi come Spagna e Slovenia hanno già adottato legislazioni analoghe, mentre sono vicini a fare altrettanto Olanda, Irlanda e Belgio. Segnali decisivi per una svolta a livello comunitario”. Pezzati esorta il governo italiano a recepire la proposta, dando ascolto così ai rilievi della Corte Internazionale di Giustizia, e allo stesso tempo a cambiare posizione sulla sospensione dell’Accordo di associazione Ue-Israele. Finora infatti il ministro degli Esteri Antonio Tajani si è sempre detto contrario al provvedimento. Secondo Pezzati anche l’idea franco-svedese di un aumento delle tariffe sulle importazioni delle merci da Israele nel mercato Ue sarebbe inutile, una foglia di fico. “Verrebbe infatti immediatamente compensata da nuove sovvenzioni del governo israeliano alle aziende che operano negli insediamenti illegali”.