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La frase in un biglietto trovato a casa dell’indagato, lei spiega: “Non volevo ci vedessero”
Il caso di Garlasco continua a tenere banco e a spingere la discussione pubblica, anche per le anomalie che presenta sul piano giuridico e procedurale. Intanto, con la caduta del segreto istruttorio, sono state messe a disposizione parte delle carte relative alle indagini della procura di Pavia, da cui sono emersi anche i colloqui degli inquirenti con i soggetti chiamati a testimoniare, tra i quali anche gli ex compagni di scuola di Andrea Sempio, attualmente unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, e un’ex fidanzata con la quale ha avuto una relazione che intercorreva anche nel 2017, quando Sempio è stato indagato per la prima volta.
“Abbiamo iniziato ad uscire insieme e da lì è nata una relazione sentimentale che è andata avanti per tre anni”, ha dichiarato la donna, che ha iniziato la relazione con lui nel 2014 e l’ultima volta che l’ha visto è stato nel 2022. E risale a quell’anno, a novembre, un appunto scritto da Sempio in un’agenda: “Andato a trovare la Mao (soprannome con cui si chiamavano da fidanzati, ndr). Non fu bellissimo. Si capiva che aveva paura le facessi qualcosa”. Frase che ha acceso un campanello d’allarme negli investigatori, che la ragazza ha prontamente spiegato: “Ero preoccupata perché non volevo che ci vedessero in giro”. Lei, infatti, all’epoca era già fidanzata con un altro. La chiusura della relazione, ha dichiarato, è avvenuta perché “pretendevo che facesse un ulteriore step e cioè che io conoscessi i suoi genitori e lui i miei. Però non se l’è sentita e da lì ho deciso di interrompere. Ma è stata una decisione presa di comune accordo”.






