Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

L’indagato per l’omicidio di Chiara Poggi intervistato da Nicola Porro ha ribadito la propria verità: "Ho raccontato quello che ho fatto, non cambio versione"

Continuano le interviste televisive di Andrea Sempio, che negli ultimi mesi ha intensificato la sua presenza nei programmi di approfondimento. L’ultima apparizione è di questa sera a Quarta Repubblica, intervistato da Nicola Porro, per raccontare ancora la sua versione dei fatti sull’omicidio di Garlasco, che lo vede attualmente unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Posto che esiste già un condannato, che è Alberto Stasi, Sempio è finito nel mirino della procura di Pavia che sta approfondendo la sua posizione. Non è la prima volta che l’amico di Marco Poggi finisce indagato ma se le altre volte il tutto si era concluso in pochi mesi, ormai il fascicolo a suo carico è sulla scrivania di Fabio Napoleone da quasi un anno.

“Io credo che il grande jolly sia stato il Dna, perché il Dna prima era suscettibile di interpretazioni, poteva essere ‘usato in molti modi’. È stato quello l'elemento che ha permesso tutte le volte di insinuare nuovamente il dubbio”, ha detto Sempio rispondendo alla domanda sul motivo per il quale, secondo lui, è ancora indagato. Inevitabilmente lo scontrino è protagonista dell’intervista ma Sempio ha ribadito la sua versione: “L'ho fatto io. Testimoni che dicono che me l'hanno dato, che sanno, che me l'ha passato qualcun altro, li vorrei vedere. Se ci sono, dicono balle. Se ci sono, perché nei mesi questo testimone è già cambiato più volte: prima ce n’era uno, poi c'è stata la storia del Vigile del Fuoco, poi lo scontrino è diventato falso, poi è diventato vero ed è tornato il Vigilie del Fuoco, poi l'ultima è che è stato un mio parente”.