Riecco le scie chimiche. È partita la raccolta firme dal titolo Cieli Blu, una legge di iniziativa popolare “per vietare la dispersione deliberata di sostanze nell’atmosfera”. In parole povere, è una legge per fermare le suddette scie chimiche che, secondo i promotori, sarebbero generate da una fantomatica “geoingegneria climatica non autorizzata”.

Partiamo dal contesto. Le scie chimiche sono da sempre uno dei principali argomenti della galassia complottista, ovvero di quegli spazi dove il disagio si autoalimenta, così come le convinzioni su leggende metropolitane che in altri momenti storici sarebbero state bollate come bufale, meglio “fesserie”. Quando un complottista con il naso all'insù, nel cielo scorge una normale scia di condensa lasciata da un volo di linea, inizia a teorizzare che siano stati irrorati agenti chimici o biologici da parte dei soliti ignoti per i motivi più disparati, dal controllo del clima al condizionamento psicologico tramite “agenti psicoattivi”. Ovviamente gli aerei incriminati sorvolerebbero una Terra piatta. Ma è meglio non divagare.

Il web ha dato a queste persone dei luoghi di ritrovo protetti e ha persino favorito l'ascesa di veri e propri “leader” che guidano le conversazioni all'interno di gruppi social e Telegram. Come successo con le teorie degli arcinoti No vax – che in molti casi sono le stesse persone che credono anche all'esistenza delle scie chimiche –, alcuni esponenti politici sono arrivati ad assecondare suddette teorie pur di ottenere i voti di chi li sostiene. Il caso più eclatante è quello di Robert Kennedy Jr., segretario della Salute degli Stati Uniti d'America che, oltre ad essere un convinto No vax promette da anni battaglie (mai iniziate) contro le scie chimiche. Anche in Italia si contano decine di interrogazioni sul tema, depositate in Parlamento e in varie assemblee regionali.