Riecco le scie chimiche. È partita la raccolta firme dal titolo Cieli Blu, una legge di iniziativa popolare “per vietare la dispersione deliberata di sostanze nell’atmosfera”. In parole povere, è una legge per fermare le suddette scie chimiche che, secondo i promotori, sarebbero generate da una fantomatica “geoingegneria climatica non autorizzata”.Le scie chimiche, un grande classico della galassia complottistaPartiamo dal contesto. Le scie chimiche sono da sempre uno dei principali argomenti della galassia complottista, ovvero di quegli spazi dove il disagio si autoalimenta, così come le convinzioni su leggende metropolitane che in altri momenti storici sarebbero state bollate come bufale, meglio “fesserie”. Quando un complottista con il naso all'insù, nel cielo scorge una normale scia di condensa lasciata da un volo di linea, inizia a teorizzare che siano stati irrorati agenti chimici o biologici da parte dei soliti ignoti per i motivi più disparati, dal controllo del clima al condizionamento psicologico tramite “agenti psicoattivi”. Ovviamente gli aerei incriminati sorvolerebbero una Terra piatta. Ma è meglio non divagare.Il web ha dato a queste persone dei luoghi di ritrovo protetti e ha persino favorito l'ascesa di veri e propri “leader” che guidano le conversazioni all'interno di gruppi social e Telegram. Come successo con le teorie degli arcinoti No vax – che in molti casi sono le stesse persone che credono anche all'esistenza delle scie chimiche –, alcuni esponenti politici sono arrivati ad assecondare suddette teorie pur di ottenere i voti di chi li sostiene. Il caso più eclatante è quello di Robert Kennedy Jr., segretario della Salute degli Stati Uniti d'America che, oltre ad essere un convinto No vax promette da anni battaglie (mai iniziate) contro le scie chimiche. Anche in Italia si contano decine di interrogazioni sul tema, depositate in Parlamento e in varie assemblee regionali.Cosa dice questa proposta di leggeAd oggi, la proposta di legge Cieli Blu non ha raccolto nessuna adesione dal mondo politico, ma non è escluso che qualcuno possa cedere alla tentazione di sostenere la bislacca iniziativa, soprattutto se entro i fatidici 180 giorni dal lancio della campagna saranno raccolte le 50mila firme necessarie per far approdare il testo in Parlamento. Tra i promotori spiccano l'avvocata Frida Chialastri e, soprattutto, il maresciallo Roberto Nuzzo, già noto alle cronache per le sue singolari uscite sulle “zanzare tossiche” e sulla “manipolazione climatica”, teoria alla base della legge anti scie chimiche. Entrando nel merito della proposta, la norma punta a vietare “la modifica delle condizioni metereologiche attraverso attività di geoingegneria nei cieli italiani”, ovvero “qualsiasi iniezione, rilascio, emissione o dispersione di una sostanza chimica, di un composto chimico o di una sostanza, o trasporto di un apparato nell’atmosfera con l’espresso scopo di produrre un cambiamento artificiale nella composizione, nel comportamento o nella dinamica dell’atmosfera; o di influenzare la temperatura, il tempo, il clima o l’intensità della luce solare”. Le pene che si vorrebbero per i trasgressori sarebbero di 100mila euro di multa e fino a 5 anni di carcere.Dalla realtà alla fantascienzaCome sempre, le teorie complottiste partono da fatti reali per poi degenerare in racconti fantascientifici. La geoingegneria infatti esiste, ma tutto è fuorché un'attività segreta messa in atto per controllare le menti delle persone inserendo in qualche modo sostanze nelle scie di condensa lasciate dagli aerei. Piuttosto esistono proposte concrete legate a come mitigare gli effetti del riscaldamento globale, sia catturando le emissioni di gas serra in eccesso, sia provando a schermare parzialmente i raggi del sole (Solar Radiation Modification) attraverso l’aggiunta di aerosol nella stratosfera.Quindi no, al momento non ci sono prove di alcun tipo che certifichino l'esistenza di pericolosi scienziati incappucciati che disperdono nei cieli sostanze come alluminio, bario e stronzio. Intanto i complottisti cantano vittoria perché, per molti di loro, la sola pubblicazione della raccolta firme sul portale dedicato del ministero della Giustizia equivale all'approvazione della legge stessa, cosa che non avverrà mai perché, anche se i promotori riusciranno a raccogliere le 50mila firme, il testo dovrebbe essere poi passare al vaglio e all'approvazione dalle due aule del Parlamento. Al netto degli evidenti colpi di scena (o di teatro) a cui l'attuale classe politica ci ha abituato, immaginare uno scenario simile sarebbe una teoria complottista a sua volta.