I satelliti ci inviano costantemente dati. Si potrebbe pensare che queste comunicazioni radio provenienti dallo spazio siano sempre crittografate, così da impedire a chiunque abbia un’antenna satellitare di intercettare il flusso di informazioni riservate che piove dal cielo. E invece, sorprendentemente, non è così.

Secondo uno studio pubblicato da un gruppo di ricercatori dell’Università della California e dell’Università del Maryland, circa la metà dei segnali trasmessi dai satelliti geostazionari è completamente vulnerabile all’intercettazione e molti di questi trasportano comunicazioni sensibili o private, anche di aziende e governi. La scoperta, destinata a far discutere l’intero settore della cybersicurezza, dalle società di telecomunicazioni alle agenzie militari e d’intelligence di tutto il mondo, rivela quanto sia facile accedere a questi dati.

Per tre anni i ricercatori delle due università hanno sviluppato e utilizzato un sistema di ricezione satellitare commerciale, dal costo complessivo di soli 800 dollari, installato sul tetto di un edificio universitario nel quartiere costiero di La Jolla, a San Diego, per captare le comunicazioni dei satelliti geosincroni nella stretta fascia di spazio visibile dal loro punto di osservazione nella California meridionale. Puntando semplicemente l’antenna verso diversi satelliti e trascorrendo mesi a interpretare i segnali – oscurati, ma non protetti – che ricevevano, sono riusciti a raccogliere un insieme allarmante di dati privati.