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Giorgetti prepara nuovi aiuti. Aie in allarme: "Le scorte di petrolio si esauriscono"
La linea è quella della condivisione con l'Unione europea, ma in ogni caso il governo non si sottrarrà dall'intervento anche nel caso in cui Bruxelles non concedesse all'Italia più flessibilità di bilancio per far fronte all'emergenza. «Le misure sul caro energia sono la vera priorità» e come governo «abbiamo instaurato un dialogo serrato con la Commissione europea», ha detto ieri il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti rispondendo al question time alla Camera.
Il ministro ha rilevato come «solo all'esito delle trattative e in base alle decisioni europee si potrà valutare se attivare la clausola di salvaguardia nazionale (scappatoia prevista dai trattati che consente ai Paesi da deviare momentaneamente dai paletti di spesa, ndr) allo scopo di incrementare le spese funzionali ad affrontare l'eccezionalità del contesto, comprese quelle per la difesa». In merito a quest'ultime, Giorgetti ha ricordato che il meccanismo europeo Safe per gli investimenti necessari a rafforzare la forza militare «è e resta un sistema di finanziamento non certo a costo zero», anche a fronte di una dilazione più lunga e tassi più bassi rispetto a quelli reperibili sul mercato. Sono quindi somme da restituire e con regole procedurali che limitano la libertà d'azione degli Stati membri: al nostro Paese sono stati assegnati prestiti per 14,9 miliardi fino al 2030. Tornando però all'energia, «l'attenzione del governo resta vigile e sarà colta ogni opportunità per ulteriormente implementare le misure qui adottate a sostengo famiglie e imprese mirate prioritariamente a platee più esposte» ai rincari energetici «nel rispetto dei saldi di finanza pubblica».






