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Giorgetti sprona Bruxelles ad agire come nel 2022 per stoppare la corsa dei prezzi. ll G7 pronto a utilizzare le riserve di petrolio

Nel decimo giorno di guerra nel Golfo sono state 157 le navi ferme nello stretto di Hormuz, 98 delle quali petroliere. Nelle ultime 24 ore, secondo la piattaforma che monitora in diretta lo Stretto, ne sono transitate 2 contro una media giornaliera di 60, e questo ha inevitabilmente inciso sui prezzi. La mattinata di ieri si è aperta con un rally dell'oro nero che si è spinto a ridosso dei 120 dollari. In giornata però, i prezzi si sono ridimensionati, complici anche le rassicurazioni arrivate su più fronti che sembrano aver dato un po' di respiro alle quotazioni: alle ore 21 italiane il Wti si è fermato in area 87 dollari e il Brent si è attestato a 92 dollari. A livello globale, non sono mancati i colpi di scena. Da una parte la Russia, che per voce del presidente Vladimir Putin si è detta pronta a riprendere le forniture di petrolio e gas verso l'Europa e, dall'altra, il presidente Usa Donald Trump che ha annunciato un «piano di contingenza» per frenare il prezzo del petrolio.