La prevenzione femminile non è un appuntamento temuto da segnare sul calendario, né un semplice obbligo burocratico: è, prima di tutto, un atto d’amore verso la vita.

Da questa consapevolezza radicale muove i passi l’azione della Fondazione Atena, che da oltre vent’anni lavora per trasformare il concetto di salute in una cultura condivisa e accessibile. Sotto l’impulso di Carla Vittoria Maira, vicepresidente della Fondazione e presidente di Atena Donna, la cura di sé ha smesso di essere un concetto astratto per tradursi in azioni cliniche e sociali concrete, capaci di mobilitare migliaia di persone.

C’è un’immagine potente che racconta questo impegno e che ogni anno attraversa l’Italia come un rito di rinascita: un nastro rosa che si scioglie tra le correnti dei fiumi, da Nord a Sud, trasformando l’acqua in un veicolo di speranza e consapevolezza. Non si tratta soltanto di un evento coreografico, ma del battito pulsante di una missione che ha radici profonde nella Capitale e rami che ormai abbracciano l’intero territorio nazionale. «Prendersi cura della propria salute è una priorità assoluta che quest’anno evolve ulteriormente, staccandosi dalle sponde dei fiumi per prendere simbolicamente il volo verso nuovi orizzonti», dichiara Maira.