Sono un pezzo importante della storia della salute delle donne. Sono le associazioni di pazienti a guida femminile: non solo gruppi di supporto, ma un motore politico e sociale che ha trasformato la medicina da un approccio "standardizzato sul maschio" a uno più equo e consapevole. Quelle animate da donne sono infatti portatrici di una forma di intelligenza collettiva e di prossimità che il sistema sanitario formale fatica ancora a valorizzare appieno.

Medicina di genere, la legge c’è ma nessuno ci bada

06 Marzo 2026

Eppure, le donne - pazienti, caregiver, patient advocate, professioniste della salute e attiviste - sono ancora troppo spesso tenute ai margini dei processi decisionali che le riguardano direttamente. Lo hanno ricordato le promotrici di Fondazione IncontraDonna, nel corso della presentazione del libro di Daniela Minerva “Medicina femminile plurale” (Bollati Boringhieri 2026).

L’incontro è stata l’occasione per riunire i volontari e fare il punto sul Manifesto "Un impegno per la Salute 2025-2027", la piattaforma strategica che rappresenta il cuore dell'attività di patient advocacy della Fondazione e lo strumento con cui la voce dei pazienti entra nei processi decisionali istituzionali. “Crediamo fortemente in momenti di confronto e partecipazione come questo, che ci permettono di condividere il lavoro che portiamo avanti quotidianamente e di aggiornare i nostri volontari sul percorso istituzionale della Fondazione”, commenta Adriana Bonifacino, Fondatrice di Fondazione IncontraDonna