Roma, 13 nov. (askanews) – La violenza nega il diritto alla salute delle donne, ma la salute è, per le donne, al centro della rinascita dalla violenza, come possibilità di sentirsi di “riconoscersi degne”, di “iniziare una nuova vita”. Per rispondere a questo bisogno nasce il progetto “La salute è di tutte. Contro la violenza di genere, per il diritto delle donne alla salute”, realizzato da D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza, con il supporto di Novartis, azienda leader nell’innovazione in ambito farmaceutico. È quanto si legge in un comunicato.
Il progetto ha ricevuto il Patrocinio della Società Italiana di Cardiologia (SIC). I risultati dell’indagine, che ha coinvolto 207 donne nei centri antiviolenza della rete D.i.Re in tutta Italia, mostrano gli ostacoli che la violenza crea nell’accesso delle donne alla prevenzione e ai percorsi di presa in carico. Quasi la metà delle donne intervistate (48,8%) non ha mai preso parte alle iniziative di screening promosse sul territorio e il 31% di coloro che ha bisogno di cure incontra barriere nell’accesso ai servizi sanitari a causa della violenza.
“Dietro i numeri dell’indagine, si disegna una mappa complessa fatta di vulnerabilità sociali, economiche e psicologiche, ma anche di resistenza, cura e capacità di ricostruzione. – commenta Cristina Carelli, Presidente D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza – Per noi centri antiviolenza D.i.Re, questi risultati rappresentano un messaggio chiaro. La prevenzione sanitaria non è un tema esterno al lavoro di contrasto alla violenza, ma parte integrante di esso. Diventa quindi urgente rafforzare il dialogo tra sistema sanitario e centri antiviolenza D.i.Re. per realizzare una formazione diffusa del personale sanitario, capace di riconoscere la violenza non solo come emergenza, ma come fenomeno che attraversa la salute nel tempo, per garantire che ogni percorso di cura, fisico, psicologico e riproduttivo sia attraversato dal rispetto e dal riconoscimento del vissuto di violenza”.








