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Redazione Scuola
Un metodo che ha le sue radici nelle sperimentazioni della metà dell'800, che è stato sviluppato nelle scuole comunali di Reggio Emilia ed esportato in tutto il mondo
A Reggio Emilia sono abituati: vengono da tutto il mondo per studiare e capire il segreto delle loro scuole dell'infanzia:. Il Reggio Emilia Approach che oggi è un metodo che è stato esportato in 145 Paesi nel mondo. Non è dunque una sorpresa che anche la principessa Kate cominci il suo grand tour alla ricerca delle pratiche più efficaci e nuove per garantire lo sviluppo armonioso dei bambini proprio dall'Emilia. In realtà il metodo Reggio tanto nuovo non è: la prime tracce risalgono alla metà dell'800, ma è soprattutto nel Dopoguerra che prende la sua forma attuale. E' un approccio che si basa sul lavoro collegiale di tutto il personale della scuola, su atelier e cucina dove i bambini possono sviluppare una o più delle loro intelligenze, sull'ambiente come elemento dell'educazione e sulla partecipazione delle famiglie.
La storiaLa nascita del sistema Reggio, che ancora oggi si rinnova nelle scuole dell'infanzia del Comune, è stata possibile grazie all'intuizione e alla dedizione di genitori e amministratori locali e ha trovato la sua figura di riferimento in Loris Malaguzzi, autore della poesia manifesto del Reggio children approach «Invece il 100 c'è», che si fece portavoce delle richieste dei cittadini per servizi di qualità con al centro i bambini e collaborò con le amministrazioni comunali per realizzare il progetto. La prima scuola comunale per l'infanzia fu costruita nel 1963 da un gruppo di genitori volontari, che, si racconta, trovarono i primi fondi vendendo un carro armato, tre autocarri e sei cavalli abbandonati dai tedeschi in fuga. Furono gli stessi genitori che come volontari cominciarono a gestire il progetto. Nel 1971 alle scuole dell'infanzia si aggiunge un servizio di nido (in anticipo rispetto alle altre città italiane). Anche Gianni Rodari volle dare il suo contributo allo sviluppo metodologico, con un ciclo di seminari tenuti per insegnanti e bambini, nel 1972, le cui lezioni furono raccolte nella sua «Grammatica della Fantasia». Dopo una continuo e cospicuo allargamento dell'offerta e del numero degli istituti, furono gli Anni novanta a decretare il successo internazionale del metodo Reggio: nel 1991, la rivista Newsweek citò la scuola dell'infanzia «Diana» tra le prime dieci migliori al mondo.











