Macall PolayRitratto di un mondo che non esiste piùNonostante la fotografia da spot pubblicitario e un montaggio a rotta di collo - distratevi un attimo, e avrete perso qualcosa - Il Diavolo Veste Prada 2 tiene fede al genere della commedia e regala ai fan tutto ciò che avevano aspettato per vent’anni: i vestiti, le passerelle, la wunderkammer del guardaroba, il sarcasmo di Nigel e i commenti incendiari di Emily. Che, sospettiamo, diventeranno i meme dell’anno. A differenza del primo film, stavolta stilisti e brand hanno fatto a gara per esserci: è l'apoteosi del product placement. Il budget lievitato ha permesso di girare una parte del film a Milano in piena Fashion Week. I cameo sono troppi da contare - da Lady Gaga a Donatella Versace - e le aggiunte al cast portano lo spirito della GenZ nella redazione di Runway.Il primo film è diventato un fenomeno perché mostrava un mondo spietato, ma terribilmente affascinante. Era una storia di formazione, sul trovare la propria strada e la propria voce. Certo, Andy veniva trattata malissimo sul posto di lavoro, ma non è lei stessa poi a cambiare opinione sulla rivista? A provare una sorta di riverenza, perfino? Un’intera generazione è uscita dal cinema sognando gli stivali di Chanel e citando il monologo di Miranda sul ceruleo come la Bibbia. È molto difficile immaginare che un’adolescente, oggi, esca dal cinema sognando di lavorare nell’editoria. Quel mondo dorato, semplicemente, non esiste più. Basta grattare la superficie glamour per scoprire che quello sullo schermo è proprio il nostro mondo, in cui chiudono librerie ed edicole, i palazzi storici diventano condomini di lusso e le persone scoprono di essere licenziate da una notifica sul cellulare.Andy Sachs ora è una reporter premiata e …in crisi. (Photo by Raymond Hall/GC Images)