Al mio segnale, scatenate Miranda. Vent’anni dopo, il ritorno c’è. La punta di una scarpa emerge da un’auto scura, sfiora il tappeto rosso tra flash e ali di pubblico: è ancora lei, ed è ancora un ingresso.
Il diavolo veste Prada 2 riparte da Meryl Streep, al culmine e insieme sul crinale. Il rosso domina, ma sotto la superficie si intravede già la crepa. Miranda Priestly è di nuovo al comando della rivista Runway, ma stavolta la crisi non è interna: è pubblica, virale. Accuse di aver dato spazio a un colosso del fast fashion travolto da scandali sul lavoro. Nigel (Stanley Tucci) prova a schermarla, ma “la bomba non si può contenere”. E a quel punto rientra Andy (Anne Hathaway), licenziata come mezzo giornale e nel frattempo premiata per i suoi reportage. Non un ritorno nostalgico, ma una necessità.Sotto lo tsunami social — con Miranda trasformata in meme, in divisa da fast food con il vassoio o in versione Simpson che sparisce in una siepe — nasce un nuovo sodalizio. Le due si muovono in un mondo cambiato: moda e carta stampata alle prese con digitale, intelligenza artificiale, dittatura dello scroll, e con miliardari capaci, da soli, di decidere il destino della cultura e della comunicazione.












