In lingua giapponese tsu significa “baia” e nami significa “onda”. Da sempre, il paese del Sol Levante è purtroppo bersagliato dai maremoti a causa della sua posizione geografica: l’arcipelago non poggia su una singola faglia ma è esattamente nel punto di incontro di quattro placche tettoniche, il che lo rende una delle zone sismiche più attive al mondo. Lo tsunami più famoso del mondo è stato anche quello più distruttivo: a Fukushima nel 2011, onde di 14-15 metri generate da un sisma di magnitudo 9.0-9.1 (il più forte mai registrato in Giappone e il quarto più potente al mondo dal 1900) hanno distrutto la locale centrale atomica, provocato oltre 20.000 tra morti e dispersi e danni per 360 miliardi di dollari. Le onde hanno risalito pendii alti oltre 40 metri.
C’è stato il secondo tsunami più grande della storia con un’onda alta quasi 500 metri (e non se ne è accorto nessuno)
Il maremoto, documentato dalla rivista Science, ha colpito l'Alaska l'estate scorsa. Una frana ha provocato un'onda alta una volta e mezza la Torre Eiffel









