La Ferrari SF-26, reduce da un Gp di Miami sotto le attese, si prepara per il riscatto in Canada. La macchina si era presentata inizialmente con una configurazione più conservativa sotto diversi aspetti tecnici. Lo sviluppo aerodinamico ha mostrato alcune importanti innovazioni che hanno creato attenzione intorno alla vettura (come l'ala Macarena), tuttavia il dibattito sul gap di motore restava aperto: il reparto power unit di Maranello potrà arrivare realmente a produrre un motore in grado di competere con il livello mostrato dalla Mercedes?
Le informazioni filtrate indicavano che l’unità endotermica utilizzata a inizio stagione non rappresentava ancora quel disegno definitivo concepito per il nuovo ciclo tecnico. Il concept primitivo sviluppato nei primi anni di studio avrebbe infatti evidenziato criticità importanti e rotture: difficoltà nella gestione della combustione e un degrado termico superiore alle attese. Alla base ci sarebbe stata una valutazione troppo ottimistica del rendimento energetico ottenibile nella camera di combustione. Dopo l’uscita di Wolf Zimmermann il reparto diretto da Enrico Gualtieri avrebbe quindi avuto più poteri per correggere la rotta, pur dovendo operare entro importanti limiti imposti dal budget cap e con tempistiche molto ristrette.









