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Erica Dellapasqua
Antonello Petrucci ha perso il figlio di 7 anni alle Terme di Suio. La battaglia per le piscine sicure e la mozione al Comune di Roma
Troppi bambini morti in piscina, risucchiati dai bocchettoni delle vasche. Una fine tragica e assurda: usa queste parole Antonello Petrucci, papà di Gabriele Ubaldo, anche lui trattenuto da un bocchettone sul fondo di un impianto termale, Terme Vescine di Suio in provincia di Latina. Ed è per questo, per fermare o almeno rallentare questa «strage silenziosa che nessuno denuncia», dice ancora il signor Antonello, che sono in piedi due disegni di legge, in commissione Sicurezza alla Camera e al Senato, e poi una mozione del Comune di Roma a firma bipartisan, per mettere in sicurezza le piscine in vista dell'estate, quando come al solito ci sarà il boom di frequentatori. «Parliamo tanto di denatalità e culle vuote - ragiona il papà - e poi ci permettiamo di uccidere 40 bambini l'anno in questo modo indicibile».
Come sta sua moglie?«Non vive più. Mio figlio è morto a 7 anni il 18 aprile: da allora le sue condizioni psichiche hanno avuto un tracollo, ha tentato di farsi del male più volte, fino a che è stata ricoverata nel reparto psichiatrico dell'ospedale Santo Spirito. Ora, grazie alle cure farmacologiche, sembra vada un po' meglio, ma sua madre deve restare sempre con lei, nel caso in cui precipitasse di nuovo in un momento di buio».







