Per molti, abbandonare le sigarette è un’impresa che ha dell’impossibile. Meno del 10% dei fumatori riesce ad eliminare il tabacco in modo duraturo, nonostante le terapie disponibili: i cerotti alla nicotina o i farmaci come la vareniclina funzionano in circa un terzo dei pazienti, e spesso hanno effetti solo temporanei. Un nuovo studio clinico condotto da Xingbao Li e colleghi alla Medical University of South Carolina e pubblicato sul Journal of Psychiatric Research apre però uno scenario diverso: stimolare il cervello con impulsi magnetici mirati può ridurre significativamente il numero di sigarette fumate al giorno, agendo direttamente sui circuiti neurali che alimentano la dipendenza.

Come funziona la stimolazione magnetica transcranica

La tecnica utilizzata dai ricercatori si chiama stimolazione magnetica transcranica ripetitiva (rTMS). Sul cuoio capelluto del soggetto che intende smettere di fumare si posiziona una testina magnetica che genera brevi impulsi capaci di raggiungere specifiche aree della corteccia cerebrale, aumentandone o riducendone l'attività a seconda della frequenza utilizzata. Frequenze alte (10 Hz) eccitano i neuroni, frequenze basse (1 Hz) le inibiscono.

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