Tra i blucerchiati più presenti solamente Depaoli ha superato quota cento. E non è detto che resti nella rosa doriana. In tanti si sono succeduti con la fascia da capitano al braccio: da Esposito a Henderson, nessuno ha convinto appieno
Fabio Depaoli
Genova – «Le persone vedono la fascia al braccio di un giocatore e pensano che, siccome è il capitano, quello sarà automaticamente il leader della squadra. No, spesso non è così. Una volta, all'intervallo di un Porto-Belenenses, il mio difensore Jorge Costa mi disse di aspettare due minuti fuori dallo spogliatoio. Fece lui il lavoro sporco con i giocatori per me, poi aprì la porta e mi chiese di dare indicazioni tattiche. C'è una grande differenza fra semplice capitano e leader vero: quando la tua squadra ne ha uno, sei un passo avanti agli altri». Parlava così José Mourinho, in un'intervista del 2019, dell'importanza che hanno in un club i cosiddetti senatori, quelli che conoscono la piazza come le loro tasche, capiscono i momenti delle partite e delle stagioni, sanno quando usare il bastone e quando la carota, hanno la personalità di mettersi al timone quando il mare è in tempesta ma la nave va portata in porto. Ecco, quel Jorge Costa che Mou cita nel suo aneddoto (tra l'altro scomparso prematuramente a 53 anni lo scorso agosto), a fine carriera contava poco meno di 400 presenze con i Dragoes.








