Il danese regala la salvezza ai blucerchiati con una sua incornata di testa, ma gioca bene tutto il match. In futuro la sua duttilità potrà diventare preziosa

Oliver Abildgaard

Genova – La salvezza della Sampdoria passa da uno degli uomini più chiacchierati alla vigilia, ovvero Oliver Abildgaard. Suo, con un’incornata di testa alla mezz’ora del primo tempo della sfida contro il Sudtirol, il gol decisivo che ha garantito la matematica permanenza in B per gli uomini di Lombardo, portatisi a 44 punti in classifica a una giornata dal termine del campionato.

La decisione di Popeye di cambiare nuovamente ruolo al danese, riportandolo a centrocampo dopo diverse partite giocate in difesa, aveva fatto parecchio discutere la piazza, soprattutto a seguito di una prova non particolarmente brillante del numero 28 a Cesena, davanti alla difesa insieme a Ricci nel 4-2-3-1 doriano.

Tanto che, alla vigilia dell’ultimo match, c’era anche chi si chiedeva se il calciatore avesse potuto ancora una volta cambiare posizione. La risposta del tecnico, però, era stata perentoria: “Oliver non tornerà in difesa”. Appurato questo, con gli altoatesini alla fine, il modulo è comunque cambiato leggermente, diventando un 4-3-3 classico. Abildgaard non più mediano, ma addirittura mezzala sinistra, con Ricci play e Henderson dall’altro lato.