«Il lavoro è il fondamento della dignità umana e non può essere ridotto a una mera variante di bilancio». È un richiamo forte ai valori, quello che arriva dai vescovi delle diocesi di Concordia-Pordenone e Vittorio Veneto, Giuseppe Pellegrini e Riccardo Battocchio, che dovrebbero ispirare l'agire di tutti, anche delle imprese.
Ed è un richiamo che arriva il giorno dopo l'apertura della nuova vertenza Electrolux, con i suoi 1.700 esuberi annunciati, che altro non è che una nuova crisi che non scuote solo fabbriche, territori e istituzioni, ma anche la Chiesa. I vescovi guardano con «preoccupazione» al piano annunciato dalla multinazionale, ed esprimono «solidarietà e vicinanza ai dipendenti», in un momento in cui «percepiscono incertezza per la propria stabilità lavorativa e per il futuro delle proprie famiglie».
Le diocesi assicurano che la Chiesa locale «è al loro fianco», ricordando, per l'appunto, che «il lavoro è il fondamento della dignità umana e non può essere ridotto a una mera variante di bilancio». Un messaggio netto, che arriva mentre nei territori di Porcia e Susegana cresce l'ansia per le ricadute occupazionali e sociali del piano.
Le diocesi sottolineano come la crisi non riguardi solo numeri e assetti produttivi, ma la vita concreta delle persone e delle comunità. Non manca un riferimento al ruolo delle istituzioni. I vescovi riconoscono come «conforti l'interessamento del Governo», citando da un lato il ministro friulano ai Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, che ha espresso solidarietà ai lavoratori, e dall'altro il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.







