Il confine che separa la giovinezza dall’età adulta si è fatto, nel tempo, sempre più mobile e sfumato: quella che un tempo era una soglia definita piuttosto chiaramente, da tappe precise, oggi appare come un percorso lungo e, spesso, periglioso. Secondo le ultime analisi di Demos per l’Osservatorio sul Nordest del Gazzettino, l’idea che ha l’opinione pubblica di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e della Provincia di Trento su quando (e per quale motivo) si diventa adulti è profondamente mutata rispetto a soli 15 anni fa. Nel 2011, infatti, l’età media in cui si riteneva terminata la giovinezza era ferma a 31 anni, mentre oggi è balzata a 35 anni.
Più nel dettaglio, la quota di chi pensa che si diventi adulti prima dei 20 anni è crollata dal 25% del 2011 all’attuale 11%, mentre appare sostanzialmente stabile la componente che colloca l’inizio dell’età adulta prima dei 30 anni (46-47%). A essere cresciuta, invece, è la schiera di chi sposta l'inizio dell’età adulta molto in avanti: oggi, infatti, il 24% dei nordestini ritiene che si “diventi grandi” solo tra i 30 e i 40 anni (+8 punti percentuali rispetto al 2011), l’11% fissa questo traguardo tra i 40 e i 50 e il 9% oltre i 50 (rispettivamente, +5 e +3 punti percentuali rispetto al 2011).







