Siamo pronti, in caso di caldo estremo, a reggere gli impatti delle ondate di calore? Sappiamo dove rifugiarci? Sono domande che dobbiamo porci anche e soprattutto per l’estate 2026 dove, con l’arrivo del Super El Niño probabilmente a partire dalla fine di luglio, alcune zone d’Italia potrebbero sperimentare punte di caldo davvero estremo. Ormai lo sappiamo: il caldo uccide esattamente come una malattia, colpendo ed esasperando soprattutto le fasce più deboli della popolazione, anziani, bambini, lavoratori e tutti coloro che non possono permettersi di riparasi grazie a forme di refrigerazione. Lo scorso anno in Europa ci sono stati almeno 16500 decessi accertati legati direttamente al caldo e l’Italia, con 4500 morti, è al primo posto della triste classifica dei paesi europei. Ci sono luoghi dove però, per prevenire queste morti, si sta lavorando spediti alla rete dei “rifugi climatici”. La Spagna in questo senso insegna: più di ogni altra nazione del Vecchio Continente, già da tempo, sta informando la popolazione su tutti quei luoghi - come biblioteche, centri comunitari, scuole climatizzate o centri commerciali - dove chi è in difficoltà per le ondate di calore può trovare conforto.
Caldo, la Spagna aumenta i suoi "rifugi climatici". E l'Italia come è messa?
Tra l'arrivo del Super El Niño e possibili forti ondate di calore la penisola iberica fa scuola nel prepararsi al grande caldo estivo. Solo Barcellona conta gi…







