C’è un motivo se l’ipotesi del National Oceanic and Atmospheric Administration secondo cui è in arrivo un “super El Niño” fa più paura che mai. Non è solo un fenomeno naturale che può scompaginare stagioni, piogge e temperature in tutto il pianeta. È il fatto che arriva in un mondo già surriscaldato dall’uomo. E quando questi due fattori si sommano, il risultato può essere devastante. A mostrarlo con numeri durissimi è il nuovo rapporto The Lancet Countdown 2026: Health and Climate Change in Europe, secondo cui il cambiamento climatico sta già colpendo la salute degli europei in modo sempre più diretto, rapido e diseguale.

Il caldo che uccide, all’Italia il record europeo: quasi 20 mila morti nel 2024

Il dato che più impressiona è questo: nel 2024 i decessi attribuibili al caldo in Europa sono stati stimati in 62mila. E quasi tutto il continente, il 99,6% delle aree monitorate, ha registrato un aumento della mortalità legata alle alte temperature nell’ultimo decennio. Non si tratta più di uno scenario futuro: sta succedendo adesso.

Il caldo estremo non è più un’eccezione

Negli anni Novanta gli allarmi per caldo estremo erano molto più rari. Oggi sono diventati una presenza costante. Il rapporto segnala un aumento del 318%: si è passati da un allarme giornaliero all’anno nel periodo 1991-2000 a 4,3 nel periodo 2015-2024. Un’accelerazione che racconta bene quanto il rischio stia cambiando. “In tutta Europa, gli effetti del cambiamento climatico sulla salute si stanno intensificando più rapidamente di quanto la nostra risposta riesca a stare al passo”, avverte Joacim Rocklöv, condirettore del Lancet Countdown Europe e docente presso l’Università di Heidelberg. “L'aumento delle temperature, l'aggravarsi dell'inquinamento indoor, l'esposizione alle malattie infettive e le crescenti minacce alla sicurezza alimentare stanno mettendo a rischio milioni di persone oggi, non in un futuro lontano. Le scelte che facciamo ora determineranno se questi impatti sulla salute peggioreranno rapidamente o se inizieremo a muoverci verso un'Europa più sicura, più equa e più resiliente”.