TREVISO - Rapinati picchiati e tenuti in ostaggio da un commando di trasfertisti pronti a tutto pur di svuotare una precisa cassaforte nel seminterrato, di cui sapevano da tempo l’esistenza. È successo a Selvana, quartiere di Treviso, nella notte tra venerdì 8 e sabato 9 maggio.

La famiglia Colombo - Ezio, 80 anni, ex imprenditore, la moglie Priscilla Mazzoli, 71 anni, e la figlia Olimpia, 33 - è stata aggredita nell’ampia villa con giardino in via degli Alpini, da tre banditi travisati con passamontagna, con un complice in attesa in auto a fare da palo. La prima a trovarseli davanti all’improvviso è stata Priscilla che, in quel momento - verso mezzanotte e mezza - stava lavando i piatti. L’anziana ha tentato di fuggire, rovesciando contro di loro anche una sedia, ma è stata immobilizzata e minacciata. Poi uno dei malviventi è salito in camera da letto da Ezio, bloccandolo all’interno e chiedendogli con insistenza le chiavi di una cassaforte in taverna. I complici hanno fatto lo stesso con la donna, tentando di spaventarla.

«Non abbiamo visto armi, ma non è detto che non ne avessero», hanno raccontato alla polizia una volta liberi. «Sapevano tutto ma erano tesi, quasi come se avessero assunto qualche sostanza prima di colpire». Nel periodo in cui i coniugi sono stati tenuti in ostaggio, i rapinatori hanno saccheggiato la camera da letto, portando via ori, gioielli, orologi di marca e una preziosa collana di diamanti. Quel bottino non bastava: sapevano che all’interno della villa c’era molto di più e hanno cercato di ottenerlo fino all’ultimo istante.