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12 MAGGIO 2026

Ultimo aggiornamento: 16:47

C’è una mostra interessante a Milano, io vengo apposta da Roma, perché non la vedi anche tu? È questa la domanda che qualche tempo fa mi ha fatto un caro amico che, proprio in virtù dei troppi chilometri che intercorrono fra la mia e la sua città di adozione, vedo molto di rado. Più per il piacere di incontrare lui che per il contenuto della mostra in sé, di cui allora poco sapevo, ho accettato volentieri il suo invito e, all’ora convenuta, mi sono presentato al Museo di Storia Naturale di Milano, un luogo dove tornavo molto volentieri visto che era stato meta di tantissimi pomeriggi coi miei figli quando loro erano piccoli.

Arrivato davanti al grande scalone che introduce al museo, ecco la prima sorpresa. Un gruppo di ragazzi giovanissimi regolava l’ingresso accogliendo col sorriso i visitatori e omaggiandoli di un primo dépliant che invitava a riflettere sul percorso che la plastica fa nella nostra vita e nel nostro ambiente. La dicotomia fra il loro sorriso, la gentilezza con cui, senza volontà drammatica o colpevolizzante, introducevano il tema della mostra che stavo per vedere e la gravità del tema stesso creava il primo cortocircuito che di lì a breve mi avrebbe portato ad apprezzare ancora di più l’invito fatto dal mio amico.