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Ultimo aggiornamento: 15:52
La famiglia dell’ing. Luigi Lorenzo Secchi, architetto a cui si deve la ricostruzione e la conservazione del Teatro alla Scala di Milano, interviene per puntualizzare alcune verità storiche non ricordate durante le celebrazioni dell’80esimo anniversario dalla riapertura post bellica del teatro, avvenuta l’11 maggio 1946. Al Concerto di lunedì ha partecipato anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
di Luisa Secchi Tarugi*
Con questa lettera, la famiglia dell’ing. Luigi Lorenzo Secchi, ricordato in questi giorni in occasione dell’ottantesimo anniversario del Concerto inaugurale dell’11 maggio 1946, viene a chiedere che si rendano note alcune verità storiche, documentariamente verificabili e che non vengono quasi mai narrate dalla storiografia ufficiale. Come è noto, l’incarico più importante e oneroso dell’ing. Luigi Lorenzo Secchi fu la ricostruzione del Teatro devastato dal bombardamento aereo del 15-16 agosto 1943. Varie furono le reazioni di fronte alla rovina: mentre Secchi fu da sempre sostenitore dell’idea che il Teatro dovesse essere conservato se non altro come monumento cittadino, un gruppo di architetti e ingegneri ritenevano che i danni subiti dal complesso edilizio scaligero giustificassero la scomparsa di questa istituzione cittadina. Inoltre a chi serviva la Scala, teatro dell’aristocrazia?











