Èfinito con un 'Viva Verdi' gridato dal loggione il concerto per l'ottantesimo anniversario della riapertura della Scala, dopo i bombardamenti del 1943 e la ricostruzione a tempo di record, un evento simbolo della ripartenza dell'Italia dopo la seconda guerra mondiale.
Ma la cerimonia alla presenza, fra gli altri, del Capo dello Stato Sergio Mattarella, del presidente del Senato Ignazio La Russa, del presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso e della senatrice a vita Liliana Segre, non è stata solo una celebrazione del passato, quanto piuttosto un invito a guardare al futuro con la stessa determinazione di allora.
E con lo stesso impegno per "difendere la democrazia".
"Celebrare ottant'anni non è un esercizio nostalgico", ha avvisato nel suo intervento il sindaco Giuseppe Sala, che è presidente del teatro, ma guardare "cosa significa oggi ereditare quella ricostruzione". E questo per le istituzioni significa la responsabilità di difendere non "soltanto la Scala o l'arte, oggi si tratta di difendere la democrazia: il sistema di diritti e doveri, di regole e di virtù civili, che lei, presidente - ha detto rivolgendosi al Capo dello Stato - garantisce vigilando sull'integrità della nostra Costituzione repubblicana". "Ottant'anni dopo, dobbiamo restare fermi dalla parte giusta e la parte giusta è questa: la parte della bellezza, dell'arte e del coraggio civile che l'11 maggio 1946 risuonò in questa sala" ha aggiunto Sala, pronto a lavorare "perché Milano resti una città aperta, dinamica, capace di guardare all'Europa e al futuro senza rinunciare ai valori che ne hanno segnato la storia".











