La sicurezza energetica, la transizione ecologica e il futuro industriale dell’Italia tornano al centro del dibattito politico ed economico. A oltre tre anni dall’inizio della guerra in Ucraina, con il nuovo conflitto in Medio Oriente la crisi geopolitica ha modificato profondamente gli equilibri europei e imposto ai governi la necessità di ripensare modelli di approvvigionamento, strategie industriali e investimenti infrastrutturali. È in questo contesto che si è svolto il Cnpr Forum dal titolo “Il sorpasso verde: c’è chi ha già vinto la corsa alle energie pulite. L’Italia rischia di comprare il futuro invece di costruirlo”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca.

Un confronto che ha riunito esponenti di maggioranza e opposizione su uno dei temi più strategici per la competitività del Paese: la capacità dell’Italia di costruire una vera autonomia energetica senza perdere la sfida della sostenibilità. Nel corso del dibattito è emersa con chiarezza una convinzione condivisa: l’Italia non può più permettersi di dipendere da un’unica fonte o da un unico fornitore energetico. Restano però profondamente diverse le ricette politiche per raggiungere questo obiettivo.