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Super-missili e "mini-nuke": la Nato ha le contromisure. Ma non per il "Poseidon"

La Bomba è tornata. L'ordigno nucleare, il cui spettro si era allontanato da noi a partire dalla fine della Guerra fredda torna a minacciarci, a partire dal conflitto in Ucraina e da quello in Iran, ecco alcune cose da sapere per capire meglio l'entità del pericolo.

La prima grande differenza è quella tra bombe a fissione e bombe a fusione o termonucleari. Le prime utilizzano soltanto uranio altamente arricchito (detto weapons grade) e plutonio 239 un isotopo sintetico e altamente radioattivo, prodotto tramite irraggiamento di uranio-238. Questo materiale fissile è ampiamente più instabile e "arricchito" rispetto a quello normalmente utilizzato nelle centrali nucleari. Esistono poi le bombe a fusione nucleare in cui l'esplosivo a fissione serve a innescare una molto più potente esplosione causata dalla fusione di atomi di deuterio e trizio (isotopi dell'idrogeno). Questo tipo di bombe può sviluppare potenze elevatissime. La più potente mai costruita è stata la "Bomba Zar" sovietica testata nel 1961. Sviluppò una potenza di 50 megatoni, circa 3125 volte la bomba di Hiroshima.