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Colpiti Fordow, Natanz e Isfahan. Il Pentagono: "Operazione mirata". Vance: "Non siamo in guerra con Teheran". I Pasdaran: "Si pentiranno". Razzi su Israele
È da poco passata la mezzanotte in Italia quando il martello americano si abbatte contro i siti nucleari iraniani. Fordow, il principale, Natanz e Isfahan sono finiti sotto il fuoco incrociato di missili e super-bombe nell'operazione "Midnight hammer", martello di mezzanotte. "Un successo, tutti gli aerei sono ora fuori dallo spazio aereo iraniano", comunica via social Trump un paio d'ore più tardi, a operazione conclusa. "Abbiamo devastato il programma nucleare iraniano", riferisce in seguito il capo del Pentagono Hegseth, specificando che sarebbe stato l'unico e ultimo raid contro l'Iran, per cui Teheran era stato anche avvisato, negando la volontà di un cambio di regime e invocando nuovi scenari di pace e trattative. Ulteriore conferma della volontà americana: sono stati colpiti solo gli impianti nucleari con finalità militari mentre la centrale di Bushehr, in cui l'energia atomica è utilizzata invece per scopi civili, non è stata toccata. "Non siamo in guerra con l'Iran. Siamo in guerra con il programma nucleare dell'Iran", ha confermato il vice presidente JD Vance. Mentre l'Agenzia internazionale per l'energia atomica ha spiegato che non sono stati rilevati segnali di aumento di radiazioni nei siti colpiti.






