Orlandini: “Vogliamo mostrare loro che il percorso di studi scelto offre opportunità di carriera solide e di alto profilo in città”

Mattia Boccolini di Elmec spiega agli studenti alcuni trucchi del mestiere

La Spezia – “Dalla scuola all’impresa: talenti in movimento”. L’intesa tra Confartigianato e l’istituto Einaudi-Chioda è riassunta in poche parole. Tra queste, però, manca il concetto di passaggio di conoscenze tra generazioni: un tema centrale nelle visite degli studenti a due realtà del panorama produttivo spezzino: Elmec e Electromotor.

La giornata in fabbrica ha permesso ai ragazzi, accompagnati dai professori Loriana Bresciani, Diego Perini e Michele Tricerri, di osservare da vicino come i professionisti lavoravano. Electromotor è un’azienda che vanta una storia lunga 80 anni e quattro generazioni che, di passo in passo, stanno portando avanti il lavoro. «Ho cominciato dopo le superiori, imparando il mestiere da mio padre e i suoi dipendenti», ha rivelato Matteo Portunato. Proprio il papà, Marco, ha invece aperto le porte dell’officina: «Grazie alle collaborazioni con la scuola, abbiamo già assunto giovani che sono passati di qui e hanno scelto di restare».

Simile la storia di Elmec. Mattia Boccolini si è concentrato sull’essenza dell’artigianato. «In una realtà come la nostra è fondamentale saper fare un po’ di tutto, avendo una visione completa dell’impianto – ha detto –. Impegnarsi in una piccola impresa richiede sacrificio, ma dà soddisfazioni immense: qui il talento e la creatività del singolo emergono subito e ogni ragazzo può vedere il frutto concreto della propria fatica e della propria competenza, senza annoiarsi mai».