Il tema del rapporto tra le istituzioni scolastiche e le imprese è tornato d’attualità di recente. Con il decreto 127 approvato a inizio mese che ha cambiato nome alla ex alternanza, poi diventata percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (Pcto), scegliendo ora la formula più diretta di «formazione scuola lavoro». Nell’ottica di una collaborazione che lungo la penisola sembra sempre più diffusa. Come conferma la seconda edizione della ricerca nazionale “Il rapporto Scuola-Azienda. Un’alleanza strategica” promossa da Anp, La Fabbrica Società Benefit e Fondazione Sodalitas che sarà presentata giovedì 25 novembre a Milano nella sede di Assolombarda e che Il Sole 24 Ore del Lunedì anticipa in esclusiva. Basta un numero a fotografare la realtà che ci circonda: il 97% delle scuole interpellate, negli ultimi tre anni, ha aperto le proprie porte alle imprese e solo il restante 3% non lo ha fatto. Molto spesso (nel 70% dei casi) seguendo una strada di prossimità che ha portato i prof a scegliere aziende locali o Pmi.
I motivi per collaborare
Dall’indagine - che tra marzo e luglio ha coinvolto, sul fronte aziendale, 102 realtà italiane di vari settori e dimensioni e, sul versante scolastico, 766 docenti di primarie, medie e superiori e 48 presidi - emergono anche le ragioni alla base delle loro scelte. Scopriamo, ad esempio, che gli insegnanti hanno cercato soprattutto supporto al lavoro di classe (il 17% ha beneficiato di materiali gratuiti, il 14% di visite in azienda e un altro 14% di concorsi); a loro volta i dirigenti hanno provato a favorire le esperienze sul campo (il 23% attraverso visite in azienda, il 20% con la formazione scuola lavoro e il 14% grazie a incontri con ambassador).










