«La guerra in Ucraina sta per finire», ha detto a sorpresa Vladimir Putin nella conferenza stampa che ha fatto dopo la parata per l’anniversario della vittoria nella Seconda Guerra Mondiale. Come bisogna valutare queste dichiarazioni? Ne parliamo con Germano Dottori: consigliere scientifico di Limes, già docente di Studi Strategici presso la Luiss-Guido Carli e esperto di sicurezza internazionale. «Si fa presto a parlare di pace. La pace non è soltanto, come semplicisticamente tanti credono nel nostro Paese, l’assenza di guerra, ovvero la cessazione dei combattimenti. $ invece una condizione politica declinabile in infiniti modi. Occorrerebbe quindi capire a quale pace stia pensando Putin, quale compromesso lui e la Russia siano disponibili ad accettare». Già il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha subito puntualizzato con l’agenzia Tass che «la guerra in Ucraina finirà con una vittoria»...

«Appunto, bisogna vedere se quest’offerta sia stata sincera e non strumentale, pensata soprattutto di creare qualche imbarazzo a Kiev. Ora spetta agli ucraini di valutare la situazione assieme agli Stati Uniti, prima di decidere come rispondere. Anche loro hanno di certo un’idea della pace che vogliono, sicuramente differente rispetto a quella desiderata dal Cremlino. Obiettivo di qualsiasi trattativa dovrebbe essere quello di avvicinare le parti verso un risultato accettabile per entrambe. Non facile».